Statuto

TITOLO I – PRINCIPI FONDAMENTALI

 

Art. 1 – Natura giuridica dell’Unione

1.Ai sensi dell’art. 32 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, l'unione di comuni è l'ente locale costituito da due o più comuni, di norma contermini, finalizzato all'esercizio associato di funzioni e servizi.

2. L'Unione è costituita da comuni montani e pertanto, ai sensi dell'articolo 32 comma 1 del D. Lgs. 267/00, assume la denominazione di Unione di comuni montani e può esercitare anche le specifiche competenze di tutela e di promozione della montagna attribuite in attuazione dell'articolo 44 secondo comma, della Costituzione e delle leggi in favore dei territori montani.

2. Ogni comune aderente all’Unione può far parte di una sola unione di comuni. L’Unione di comuni può stipulare apposite convenzioni con altre Unioni o con singoli comuni.

3. L’unione ha potestà statutaria e regolamentare e ad essa si applicano, in quanto compatibili e non derogati con le disposizioni della legge recante disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni, i principi previsti per l’ordinamento dei comuni, con particolare riguardo allo status degli amministratori, all’ordinamento finanziario e contabile, al personale e all’organizzazione. Lo statuto dell’unione stabilisce le modalità di funzionamento degli organi e ne disciplina i rapporti.

Art. 2 - Costituzione

1. Il presente statuto, approvato dai rispettivi Consigli comunali di Airole, Apricale, Castelvittorio, Dolceacqua, Isolabona, Olivetta San Michele, Pigna, Rocchetta Nervina con le maggioranze richieste per le modifiche statutarie, individua gli organi, le modalità per la loro costituzione, le funzioni e i servizi da svolgere in forma associata, le corrispondenti risorse dell’Unione di Comuni denominata Unione Comuni delle Valli Nervia e Roja, costituitasi ai sensi del citato art. 32 del Tuel.

2. L’ambito territoriale dell’Unione coincide con quello dei Comuni che la costituiscono; l’adesione di altri Comuni che ne facciano richiesta è subordinata alla modifica o all’approvazione del presente statuto.

Art. 3 - Finalità

1. È compito dell’Unione promuovere la progressiva integrazione fra i Comuni che la costituiscono, al fine di addivenire ad una gestione più efficiente ed efficace, improntata al contenimento dei costi relativi alle funzioni ed alla qualificazione di una offerta diffusa ed omogenea di servizi per le popolazioni interessate.

2. L’ Unione dei Comuni delle Valli Nervia e Roja secondo le norme della Costituzione, della Carta Europea delle Autonomie locali, della normativa sulle Autonomie locali e sulle gestioni associate obbligatorie, nonché del presente statuto, persegue l’autogoverno e promuove lo sviluppo socio economico delle comunità locali, concorrendo al rinnovamento della società e della Repubblica.

3. L’Unione di Comuni Unione Comuni Montani Valli Nervia e Roja, con riguardo alle proprie attribuzioni, rappresenta le comunità che risiedono nel territorio, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.

4. L’Unione concorre alla determinazione degli obiettivi contenuti nei piani e programmi comunali, della Regione Liguria, dello Stato e dell’Unione Europea e provvede, per quanto di propria competenza, alla loro specificazione ed attuazione.

5. L’ambito territoriale dell’Unione per lo svolgimento di funzioni e servizi in forma associata, è coerente con il limite demografico minimo indicato dall’art. 1, comma 107, lettera b), della legge 7 aprile 2014, n. 56, salvi il diverso limite demografico ed eventuali deroghe in ragioni di particolari condizioni territoriali individuate dalla Regione.

 

 

Art. 4 - Obiettivi prioritari

1. Nell’ottica di garantire una adeguata governance locale, sono obiettivi prioritari dell’Unione:

a) promuovere lo sviluppo socio-economico integrato dei territori dei Comuni facenti parte dell’Unione, favorendo la partecipazione dell’iniziativa economica dei soggetti pubblici e privati alla realizzazione di strutture e attività di interesse generale. A tal fine l’Unione promuove l’equilibrato assetto del territorio nel rispetto e nella salvaguardia dell’ambiente naturale e della salute dei cittadini;

b) favorire la qualità della vita delle popolazioni per meglio rispondere alle esigenze connesse al completo ed armonico sviluppo della persona;

c) armonizzare l’esercizio delle funzioni comunali e dei servizi attribuiti con le esigenze generali dei cittadini, assicurando l’equo utilizzo delle risorse;

d) gestire ed ampliare le funzioni e i servizi rispetto a quelli precedentemente erogati dai singoli Comuni, favorendone l’efficienza, l’efficacia e la maggiore economicità a vantaggio della collettività;

e) promuovere il patrimonio dei centri storici e delle tradizioni economico – culturali locali con particolare riferimento alla valorizzazione dei prodotti tipici e delle peculiarità dei territori ricompresi nell’Unione;

f) mantenere costanti e produttivi rapporti con i Comuni e le Unioni limitrofe;

g)individuare forme stabili di collaborazione con altri Enti e anche con le Istituzioni della vicina Costa Azzurra per la promozione e lo sviluppo del territorio.

Art. 5 - Principi e criteri generali dell’azione amministrativa

1. L’azione amministrativa dell’Unione tende al costante miglioramento dei servizi offerti ed all’allargamento della loro fruibilità, alla rapidità e semplificazione degli interventi di sua competenza ed al contenimento dei costi.

2. In particolare, l’Unione assume il metodo e gli strumenti della programmazione, raccordando la propria azione amministrativa con quella degli Enti pubblici operanti sul territorio; informa i rapporti con i Comuni partecipanti e con gli altri Enti pubblici al principio della leale collaborazione; organizza l’apparato burocratico secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità; promuove la semplificazione dell’attività amministrativa; osserva il principio della mutua solidarietà nella determinazione di tariffe, imposte e tasse.

             

   
       
   

 

Art 6 - Sede, stemma e gonfalone

1. L’Unione assume la denominazione “Unione Comuni Montani Valli Nervia e Roja”.

2. La sede istituzionale dell’Unione, dove di norma si riuniscono il Consiglio e la Giunta, è nel Comune di Dolceacqua. I suoi organi possono riunirsi anche in altri comuni dell’Unione.

3. La sede amministrativa e legale è nel Comune di Dolceaqua.

4. Nell’ambito del territorio dell’Unione pos­sono essere costituite sedi e uffici distaccati, individuati dal Consiglio dell'Unione.

5. L’Unione può dotarsi di un proprio stemma e gon­falone la cui adozione, uso e riproduzione dovrà essere previsto attraverso apposito Regolamento approvato dal Consiglio dell’Unione.

Art. 7 – Durata e Nuove Adesioni

1. L,unione ha durata a tempo indeterminato con decorrenza dalla sottoscrizione dell'atto costitutivo. Ogni Comune partecipante non può partecipare ad altre Unioni.

2. All'Unione possono aderire nuovi Comuni. Tale adesione è subordinata all'espressa modifica del presente Statuto approvata dai Consigli dei Comuni già aderenti e dal Consiglio dell'Unione.

3. Il Comune che intende aderire all'Unione, successivamente alla sua costituzione, è tenuto all'accettazione dei criteri di ripartizione dei costi per la gestione dei servizi alla stessa già assegnati, nonché al versamento di un'eventuale quota straordinaria di ingresso, commisurata alla quota di patrimonio risultante in bilancio e ad esso attribuibile in quota parte. Sono comunque possibili accordi in deroga al presente comma, purché nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento.

Art. 8 – Recesso

1. Il Comune che intende recedere dall’Unione dei Comuni assume la relativa decisione con deliberazione del Consiglio Comunale con la maggioranza richiesta per le modifiche statutarie e contenente:

            a) i motivi che hanno determinato la volontà di rece­dere;

            b) il mandato al Sindaco ad effettuare la comunica­zione;

            c) il mandato alla Giunta Comunale di procedere, nel termine massimo di 15 giorni, alla predisposizione e alla presentazione alla Giunta dell’Unione un piano di recesso contenente:

            I. i rapporti attivi e passivi relativi al recesso dall’Unio­ne e la proposta di definizione di tali rapporti;

            II. i beni e le risorse strumentali relativi al recesso dall’Unione acquisiti dall’Unione per l’esercizio associa­to e quelle conferite dal Comune recedente e la proposta di assegnazione o gestione di tali beni;

            III. il personale eventualmente interessato dal recesso dall’Unione e la proposta di collocazione,             trasferimento o altra modalità di gestione del rapporto di lavoro dei dipendenti.

2. La giunta dell’Unione dei Comuni, ricevuta la proposta del piano di recesso, procede all’esame della stessa ed entro 15 giorni formula eventuali osservazioni per la definizione dell’accordo di recesso.

3. Le controversie che dovessero insorgere in dipendenza dell’applicazione del presente articolo saranno decise da una commissione composta dal Presidente dell’Unione o suo delegato, dal Sindaco del Comune interessato o da un suo delegato e da un esperto di diritto amministrativo nominato di comune accordo o, in mancanza, nominato dal Presidente del Tribunale di Imperia.

4. Il recesso deve essere deliberato entro il mese di giugno ed ha effetto a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo.

 

Art. 8bis – Disposizioni di ordine generali derivanti dal recesso

 

1. In caso di recesso da parte di un comune dall’unio­ne dei Comuni o di recesso di un comune dalle funzioni e salvo diversa previsione e contenuti del piano di recesso di cui all’articolo precedente si applicano le seguenti disposizioni:

            a) obbligazioni: il Comune receduto rimane obbliga­to soltanto per gli impegni assunti antecedentemente alla data di adozione della delibera di recesso che sono gestiti fino alla naturale scadenza da parte dell’Unione. Tale disposizione si applica anche per gli impegni relativi al personale assunto a tempo determinato il Comune resta comunque obbligato nei confronti dell’Unione per le obbligazioni assunte nei confronti della stessa derivanti dalla legge, dallo Statuto, dai regolamenti e da eventuali convenzioni e da altri atti di affidamento di funzioni e compiti dell’Unione. Il Comune resta altresì obbligato nei confronti dell’Unione per tutte le obbligazioni che devono essere adempiute dall’Unione per lo svolgimento di funzioni, servizi ed attività che il Comune ha, a qual­siasi titolo, affidato all’Unione per tutte la durata di detti affidamenti;

            b) patrimonio: il patrimonio acquisito dall’Unione rimane nella disponibilità dell’Unione medesima ad eccezione di ciò che è stato conferito dal Comune rece­duto ritenuto non indispensabile per l’esercizio asso­ciato delle funzioni comunali. I beni concessi dal Comune all’Unione in como­dato d’uso restano nella disponibilità dell’Unione fino alla sua estinzione, salvo diversa determinazione del piano. Il Comune receduto rientra nella disponibilità dei beni conferiti all’Unione nel caso in cui gli stessi non siano necessari per il regolare svolgimento dell’attività istituzionale e amministrativa dell’Unione stessa. Al Comune receduto non spettano comunque diritti sui beni dell’Unione acquisiti, in tutto o in parte, con contributi statali e regionali; non spetta altresì la quota di patri­monio costituito con i contributi concessi dai Comuni aderenti qualora lo stesso non sia frazionabile per motivi tecnici o quando il suo frazionamento ne possa pregiudi­care la funzionalità e la fruibilità.

            c) personale: ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dalle normative vigenti, il personale distaccato, comandato, trasferito, o impiegato a mezzo di assegnazioni temporanee presso l’Unione di Comuni, rientra con provvedimento dell’ente di provenien­za nella disponibilità dello stesso. Previa deliberazione della Giunta dell’Unione adot­tata all’unanimità dei componenti, possono essere stipulati accordi con l’Ente di provenienza per il mantenimento presso l’Unione del personale di cui al precedente periodo.

            d) interventi: sono di competenza dell’Unione gli interventi oggetto di programmazione regionale, provin­ciale o locale fino ad esaurimento del ciclo di program­mazione anche nel territorio del Comune receduto.

Art. 9 – Scioglimento

1. L’Unione si scioglie quando vengano meno i requisiti di legge previsti per la sua costituzione, fermo restando che in caso di scioglimento le funzioni fondamentali individuate dalla legge statale dovranno essere comunque, ove prescritto, svolte in forma associata nelle forme previste dalla legge da parte dei Comuni interessati.

2. L’Unione si scioglie, altresì, quando la metà dei consigli dei comuni partecipanti, abbiano, con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati, deliberato di recedere dall’Unione stessa.

  1. I Comuni facenti parte dell’Unione al momento del suo scioglimento, definiscono d’intesa tra loro gli effetti del recesso relativamente al patrimonio ed ai rapporti giuridici in corso.

 

TITOLO II - COMPETENZE

Art. 10 - Oggetto

1. I Comuni conferiscono all’Unione la gestione delle funzioni fondamentali ai sensi di quanto previsto dall’art. 19 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito nella legge 7 agosto 2012, n. 135 e s.m.i. Inoltre, può essere conferito all’Unione l’esercizio di ogni altra funzione o servizio amministrativo propri o ad essi delegati, ulteriore rispetto alle funzioni sottoelencate.

2. È attribuito all’Unione l’esercizio delle funzioni fondamentali obbligatorie (tutte o alcune esse) di seguito elencate:

a) organizzazione generale dell'amministrazione, gestione finanziaria e contabile e controllo;
b) organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito comunale, ivi compresi i servizi di trasporto pubblico comunale; 
c) catasto, ad eccezione delle funzioni mantenute allo Stato dalla normativa vigente;
d) la pianificazione urbanistica ed edilizia di ambito comunale nonché la partecipazione alla pianificazione territoriale di livello sovra comunale, compresa la gestione dell’Ufficio Tecnico Comunale; 
e) attività, in ambito comunale, di pianificazione di protezione civile e di coordinamento dei primi soccorsi;
f) l'organizzazione e la gestione dei servizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione dei relativi tributi;
g) progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali ed erogazione delle relative prestazioni ai cittadini, secondo quanto previsto dall'articolo 118, quarto comma, della Costituzione;
h) edilizia scolastica per la parte non attribuita alla competenza delle province, organizzazione e gestione dei servizi scolastici;
i) polizia municipale e polizia amministrativa locale;
2.bis Sono, inoltre, gestite dall’Unione le seguenti funzioni e servizi:
-          COMMISSIONE LOCALE DEL PAESAGGIO; 
-          SPORTELLO UNICO ATTIVITA’ PRODUTTIVE.;
-          CENTRALE UNICA DI COMMITTENZA;
-          SERVIZI IN MATERIA DI STATISTICA.
 

3. I provvedimenti di attuazione relativi alle disposizioni di cui al comma 1 bis ed al successivo art. 11 sono adottati dai singoli Comuni.

Art. 11 - Ulteriori conferimenti di competenze

1. Ulteriori conferimenti di competenze sono deliberati di norma entro il 30 settembre dai Comuni, con decorrenza dall’anno successivo e si perfezionano mediante deliberazione consiliare di recepimento dell’Unione salvo diverse specificazioni, dalla quale, anche con il rinvio alle eventuali soluzioni transitorie previste da ulteriori atti comunali, emergano le condizioni organizzative e finanziarie idonee ad evitare che nella successione della titolarità dei rapporti possa determinarsi pregiudizio alla regolarità e continuità delle prestazioni e/o servizi che ne derivano.

2. A seguito del conferimento delle competenze, l’Unione diviene titolare di tutte le funzioni amministrative occorrenti alla gestione.

3. Il conflitto di competenza, attivo e passivo, tra l’Unione ed uno o più Comuni, circa la titolarità dell’esercizio delle funzioni amministrative e dei servizi coinvolti dal trasferimento, è risolto con le modalità di cui al comma 4 dell’art.8.

 

Art. 11 bis – Atti regolamentari

1. Per lo svolgimento delle funzioni o dei servizi affi­dati dai Comuni all’Unione, la disciplina regolamentare è adottata dall’Unione medesima.

2. Dalla data prevista per l'esercizio effettivo delle funzioni e dei servizi comunali da parte dell'Unione i Comuni non adotteranno atti in difformità.

 

TITOLO III - ORGANI DI GOVERNO

CAPO I - Organi dell’Unione

 

Art. 12 - Organi

1. Sono organi dell’Unione, il Presidente, la Giunta e il Consiglio.

 

CAPO II – Consiglio dell’Unione

Art. 13 - Composizione del Consiglio - Durata

1. Il Consiglio dell’Unione è composto dai Sindaci di ciascun Comune aderente e da n. 2 Consiglieri per ciascun Comune, eletti dai Consigli dei Comuni associati tra i propri componenti, garantendo la rappresentanza delle minoranze, ove presenti.

2. Ciascun Consiglio comunale elegge al proprio interno i membri di sua spettanza adottando modalità di voto che permettano la rappresentanza delle minoranze.

3. Il Consiglio dell’Unione adotta un regolamento per la disciplina del proprio funzionamento, a maggioranza dei suoi componenti.

4. I Consiglieri dell’Unione possono farsi rappresentare da un delegato scelto tra i componenti del Consiglio dell’Unione. Ogni consigliere non potrà avere più di una delega per ogni seduta.

5. Le sedute del Consiglio sono valide con la presenza della metà più uno dei componenti dell’assemblea, oppure con la presenza di almeno un terzo dei Consiglieri che rappresentino, in quanto eventualmente delegati ai sensi del comma 4, almeno la metà piu uno dei componenti dell’Assemblea.

6. Con apposito regolamento verrà disciplinata la ponderazione del voto di ogni singolo consigliere al fine di garantire, nel caso in cui le deliberazioni del Consiglio si riferiscano a materie, situazioni o fatti che esplichino la loro efficacia esclusivamente o prevalentemente nei confronti di un solo Comune, che la volontà dei Consiglieri che rappresentano il Comune interessato risulti prevalente o comunque adeguatamente valorizzata.

7. Resta, comunque, prerogativa del singolo Comune l’autonomia impositiva nei limiti previsti dalla normativa vigente.

8. Nella sua seduta di insediamento il Consiglio dell'Unione provvede, prima di affrontare qualsiasi altro argomento e mediante apposita deliberazione da assumere all'inizio della seduta, alla convalida dei consiglieri eletti o individuati di diritto, previa verifica di eventuale casi di incompatibilità.

9. La prima seduta del Consiglio è convocata e presieduta dal Consigliere anziano. Per Consigliere anziano si intende il Sindaco che ha svolto la carica per un maggior numero di anni e, a parità, il più anziano d’età.

10. Nella sua prima seduta, il Consiglio provvede inoltre, all’elezione del Presidente dell’Unione.

11. I componenti il consiglio restano in carica sino alla scadenza del loro mandato presso i rispettivi Consigli comunali e, comunque, sino all’assunzione della carica da parte dei nuovi rappresentanti del comune.

12. I consiglieri decadono dalle loro funzioni con le dimissioni o con la cessazione, per qualunque causa, del mandato loro conferito dal consiglio comunale, nonché con la perdita dei requisiti di eleggibilità alla carica di consigliere comunale o di consigliere dell’Unione, ovvero per l’insorgere di cause di incompatibilità.

13. Nel caso di decadenza, di cui al comma precedente, di un componente eletto nel consiglio dell’Unione, il consiglio comunale interessato provvede alla relativa sostituzione, nella seduta successiva alla comunicazione della vacanza.

 

Art. 14 - competenze

1. Il consiglio definisce l'indirizzo dell’Unione, esercita il controllo politico sull'amministrazione e la gestione, approva, per l’esercizio delle funzioni e servizi di competenza dell’Unione, gli atti attribuiti dalla legge ai consigli comunali, in quanto non incompatibili.

2. Nella seduta successiva all’elezione del Presidente, da tenersi entro quarantacinque giorni, il presidente, sentita la giunta, presenta le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato, e comunica l’elenco dei componenti la giunta dell’Unione.

3. Il Consiglio non può delegare le proprie funzioni ad altri organi.

4. Il Presidente e la Giunta dell’Unione forniscono periodicamente al Consiglio rapporti generali e per settori di attività, anche sulla base di indicatori che consentano di valutare, anche sotto il profilo temporale, l’andamento della gestione in relazione agli obiettivi stabiliti nelle linee programmatiche di cui al comma 2.

 

Art. 15 - Diritti e doveri dei componenti del Consiglio

1. I componenti del Consiglio rappresentano l’intera comunità dell’Unione.

2. I componenti del Consiglio esercitano le funzioni e godono delle prerogative stabilite dalla legge secondo le procedure e le modalità stabilite dal regolamento interno del Consiglio.

 

 

Art. 16 - Decadenza e dimissioni dei Consiglieri

  1. Decade il Consigliere che, senza giustificato motivo, non intervenga a tre sedute consecutive dei lavori del Consiglio. Al tal fine, deve essere formalmente notificata al consigliere la causa di decadenza, con l’assegnazione di un termine di quindici giorni per l’invio di eventuali giustificazioni e controdeduzioni. La decadenza si perfeziona con la presa d’atto da parte del Consiglio del verificarsi della suddetta condizione risolutrice, tenuto conto delle eventuali giustificazioni e controdeduzioni presentate.

2. Le dimissioni dalla carica di Consigliere, indirizzate per iscritto al Consiglio dell’Unione, devono essere assunte immediatamente al protocollo dell’Ente nell’ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci.

3. La decadenza e le dimissioni da Consigliere comunale, nelle ipotesi disciplinate dalla legge e dal regolamento del Consiglio comunale di appartenenza, determinano la decadenza dalla carica di Consigliere dell’Unione.

4. Nelle ipotesi previste dai commi precedenti, in base alle disposizioni di cui all’art. 13, si procede all’elezione di un nuovo Consigliere.

5. Qualunque componente degli organi dell’Unione che, nel corso del proprio mandato e per qualsiasi ragione, confluisca in seno al proprio Consiglio comunale in Gruppo consiliare diverso da quello originario, può essere revocato dallo stesso Consiglio comunale.

 

CAPO III - Presidente e la Giunta dell’Unione

Art. 17 - Elezione del Presidente

1. Nel corso della prima seduta, il Consiglio elegge il Presidente dell’Unione tra i Sindaci dei Comuni che la costituiscono.

2. Il Presidente dell’Unione è eletto a maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio, con votazione a scrutinio palese. In caso di parità di voti, la votazione viene immediatamente ripetuta. In caso di ulteriore parità, è eletto il Sindaco del Comune con popolazione maggiore tra quelli che nella prima votazione hanno ottenuto la parità di voti. Il Presidente rimane in carica sino all’elezione del successore.

3      Il Presidente dura in carica 2 anni e il suo incarico è rinnovabile per un solo ulteriore mandato.

4      Al termine del secondo mandato, al fine di garantire la Presidenza a rotazione fra i Comuni aderenti all’Unione, è facoltà, prima di eleggere il nuovo Presidente, acquisire la disponibilità di altro Sindaco dei Comuni membri.

5      La perdita della carica di Sindaco comporta l’automatica decadenza della carica di Presidente.

6      Il Presidente cessa inoltre dalla carica, in caso di approvazione di una mozione di sfiducia, proposta da almeno la metà dei Consiglieri in carica e votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio dell’Unione. Nel caso di approvazione di una mozione di sfiducia da parte del Consiglio, nella stessa seduta, si procede all’elezione di un nuovo Presidente. La mozione viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.

7. La cessazione per qualsiasi motivo dalla carica di Presidente non determina in nessun caso lo scioglimento del Consiglio.

8. Ogni causa di cessazione dalla carica di Sindaco comporta l’automatica e corrispondente cessazione della carica di Presidente dell’Unione. Le dimissioni dalla carica di Presidente seguono le stesse modalità e procedure di quelle previste per la carica di consigliere.

9. Il Presidente convoca e presiede la Giunta verifica il regolare funzionamento degli uffici e l’esecuzione degli atti, e svolge le altre funzioni attribuite ai Sindaci, non incompatibili con la natura delle Unioni comunali, dalla legge, dal presente Statuto e dagli atti che lo applicano. Sovrintende all’espletamento delle funzioni attribuite all’Unione e garantisce la coerenza tra indirizzi generali e settoriali.

Art. 18 - Composizione e nomina della Giunta

1. L’organo di Governo dell’Unione è la Giunta esecutiva, costituita da un rappresentante per ogni Comune aderente. Tale numero include anche il Presidente.

2. I componenti della Giunta sono denominati Assessori e vengono nominati dal Presidente tra i Sindaci o tra i componenti delle Giunte dei Comuni associati.

3. Il Presidente dell’Unione nomina tra i i membri della Giunta anche il Vice Presidente.

4. Il Presidente dà comunicazione delle nomine degli Assessori dell’Unione e del Vice Presidente al Consiglio nella prima seduta utile.

 

Art. 19 - Il Presidente

1. Il Presidente è il legale rappresentante dell’Unione e svolge le funzioni attribuitegli dalla Legge e, in quanto compatibili, quelle che la legge riserva al Sindaco, nonché quelle conferitegli dal presente statuto. Sovrintende, inoltre, all’espletamento delle funzioni attribuite all’Unione e garantisce la coerenza tra indirizzi generali e settoriali, strategie concrete di attuazione e loro risultati. Presiede e convoca il Consiglio dell’Unione, di cui è a tutti gli effetti componente.

 

Art. 20 - Il Vice Presidente

1. Il Vice Presidente sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento, nonché nel caso di sospensione dall’esercizio della funzione, disposta ai sensi di legge.

2. In caso di assenza o di impedimento anche del Vice Presidente, le funzioni del Presidente sono esercitate dall’Assessore più anziano di età.

Art. 21 - La Giunta

1.La Giunta collabora con il Presidente nel governo dell’Unione per l'attuazione del programma amministrativo e svolge attività di proposta nei confronti del Consiglio, a cui riferisce annualmente sulla propria attività.

2. Il Presidente può conferire ai singoli assessori il compito di sovrintendere ad un particolare settore di amministrazione o a specifici progetti, dando impulso all’attività degli uffici secondo gli indirizzi stabiliti dal Consiglio, dalla Giunta e da esso medesimo e vigilando sul corretto esercizio dell’attività amministrativa e di gestione.

3. La Giunta adotta collegialmente tutti gli atti che non siano dalla legge o dal presente Statuto direttamente attribuiti alla competenza del Consiglio o del Presidente e che non rientrino nelle competenze dei funzionari dell’Ente.

Art. 22 - Dimissioni e revoca della carica di Assessore

1. Le dimissioni dalla carica di Assessore sono presentate al Presidente dell’Unione; esse sono irrevocabili ed hanno effetto dal momento della loro acquisizione al protocollo dell’Unione.

2. Il Presidente provvede alla sostituzione degli Assessori dimissionari o cessati dall’ufficio per altra causa, alla loro revoca o alla modifica delle competenze assegnate con delega, dandone motivata comunicazione al Consiglio secondo quanto previsto dall’art. 18 comma 3.

Art. 23 - Dimissioni e cessazione dalla carica per altra causa del Presidente dell’Unione

1. Le dimissioni del Presidente, indirizzate per iscritto al Consiglio dell’Unione, devono essere assunte immediatamente al protocollo dell’Ente. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci.

2. Ogni causa di cessazione dalla carica di Sindaco determina, appena divenuta efficace, la cessazione di diritto dalla carica di Presidente dell’Unione e del Consiglio; ogni causa di cessazione dalla carica di Presidente dell’Unione determina la decadenza della Giunta.

3. Nei casi previsti dai commi precedenti, gli organi di governo dell’Unione rimangono in carica per l’ordinaria amministrazione, fino al loro rinnovo.

Art. 24– Commissioni consultive

1. Con deliberazione del Consiglio possono essere istituite apposite Commissioni consiliari consultive, definendone altresì la relativa competenza e le modalità di funzionamento.

2. Alle Commissioni consiliari consultive sono sottoposti gli argomenti rientranti nelle materie di competenza sottoposte al Consiglio dell’Unione. Le Commissioni esprimono un parere non vincolante.

 

TITOLO IV - ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA

Art. 25 - Principi generali

1.L’organizzazione degli uffici deve assicurare l’efficace perseguimento degli obiettivi programmatici stabiliti dagli organi di governo e assunti nell’interesse pubblico generale nonché e dei bisogni della comunità amministrata e dell’utenza, in attuazione dei principi costituzionali di buon andamento delle funzioni assolte e di trasparenza dell’azione amministrativa.

2. L’organizzazione dell’Unione prevede la predisposizione di un sistema di monitoraggio e valutazione.

3. L’ordinamento degli uffici è determinato, nel rispetto della legge, del presente statuto e da uno o più regolamenti deliberati dalla Giunta.

4. L’Unione dispone di uffici propri e può avvalersi degli uffici dei Comuni partecipanti, nel rispetto di quanto stabilito dall’art. 26.

Art. 26 - Principi in materia di gestione del personale

 

1. Il personale dell’Unione è composto da:

  1. Dipendenti trasferiti, comandati, distaccati o temporaneamente assegnati dai Comuni partecipanti;
  2. Dipendenti reclutati direttamente dall’ente n base alle normative vigenti.

2. L’Unione favorisce la formazione e la valorizzazione della propria struttura tecnico-amministrativa e cura la progressiva informatizzazione delle proprie attività.

3. L’Unione ed i Comuni, a seconda delle specifiche necessità, di norma correlate al carico delle attribuzioni rimesse alla competenza dell’Unione, possono avvalersi dei vigenti istituti del comando, del convenzionamento e della mobilità previsti dalla legge e dai CCNL, nel rispetto dei moduli di relazione sindacale in vigore.

4. Il personale dipendente è inserito nella struttura dell’Unione secondo criteri di funzionalità e flessibilità operativa.

 

Art. 27 - Principi di collaborazione e partecipazione

1 L’Unione ricerca con i Comuni ogni forma di collaborazione organizzativa idonea a rendere la reciproca azione progressivamente più efficace, efficiente ed economica per la propria organizzazione e per l’organizzazione dei Comuni.

2. Il modello di organizzazione dell’Unione, mediante avvalimento degli uffici comunali, è subordinato alla stipula di un’apposita convenzione.

3. L’Unione adotta iniziative dirette ad armonizzare i regolamenti comunali e ad unificare i diversi metodi e strumenti di esecuzione dell’attività amministrativa tra i Comuni partecipanti.

4. L’Unione favorisce la partecipazione della popolazione residente alla formazione delle proprie scelte politico-amministrative. Le forme della partecipazione sono stabilite da appositi regolamenti approvati dal Consiglio.

5. L’Unione si impegna ad adottare e diffondere, con riguardo alle attività e ai servizi gestiti, lo strumento della Carta dei Servizi quale prioritario parametro offerto alla collettività per valutarne l’effettiva qualità.

Art. 28 - Direzione dell’Unione

1. Il Presidente dell’Unione, ai sensi del comma 5-ter dell’art. 32 del Tuel, come integrato dal comma 105 della legge n.56/2014, nomina Segretario dell’Unione, scelto tra quelli che svolgono le funzioni di Segretario comunale, o di altra analoga figura prevista dalla legge, in uno dei Comuni facenti parte della stessa Unione.

2. Il Segretario dell’Unione svolge le funzioni che la legge attribuisce al Segretario comunale, in quanto compatibili.

 

TITOLO V - FINANZE E CONTABILITÀ

 

Art. 29 - Finanza e fiscalità dell’Unione

1. L’Unione ha autonomia finanziaria, nell’ambito delle leggi sulla finanza pubblica locale, fondata sulla certezza delle risorse proprie e trasferite.

2. All’Unione competono gli introiti derivanti dalle tasse, dalle tariffe e dai contributi sui servizi ad essa affidati.

Art. 30 - Bilancio e programmazione finanziaria

1. L’Unione delibera il bilancio di previsione entro i termini previsti per i Comuni, con quali si coordina se necessario ed opportuno al fine di assicurarne la reciproca omogeneità funzionale.

2. Il bilancio è redatto secondo gli schemi contabili di cui al D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i..

Art. 31 - Ordinamento contabile e servizio finanziario

1. L’ordinamento contabile dell’Unione e, in particolare, la gestione delle entrate e delle spese previste nel bilancio, sono disciplinati dalla legge e dal regolamento di contabilità approvato dal Consiglio dell’Unione.

 

Art. 32 - Revisione economica e finanziaria

1. Ai sensi di legge, l’Unione si dota di un organo di revisione economica e finanziaria che, nell’espletamento delle sue funzioni, ha diritto di acquisire atti, informazioni e documenti amministrativi dell’Unione e dei Comuni partecipanti.

 

Art. 33 - Affidamento del servizio di tesoreria

1. Il servizio di tesoreria dell’Ente è svolto, secondo la normativa vigente, da un istituto cassiere.

2. I rapporti dell’Unione con il Tesoriere sono disciplinati dalla legge, dal regolamento di contabilità, nonché da apposita convenzione.

 

 

TITOLO VI – NORME TRANSITORIE E FINALI

CAPO I – Norme Transitorie

Art. 34 - Atti regolamentari

  1. Ove necessario, sino all’emanazione di propri atti regolamentari e in assenza di specifica previsione nell’Atto costitutivo, il Consiglio può deliberare, su proposta della Giunta, di adottare provvisoriamente i regolamenti in vigore presso uno dei Comuni che costituiscono l’Unione.

 

Art. 34 bis – Gestione fase transitoria avvio Unione di comuni

1. Sino all’effettiva gestione da parte dell’Unione delle funzioni di cui all’articolo 10 del presente Statuto, i singoli Comuni aderenti all’Unione continuano a gestire le stesse nella forma attuale.

Art. 35 – Fondo spese

1. Per la gestione delle spese di funzionamento della Sede e degli uffici dell’unione, nonché delle spese di rappresentanza, i Comuni aderenti all’Unione costituiscono un fondo spese di pari importo per ciascun Ente.

2. La ripartizione tra i Comuni aderenti delle ulteriori spese di competenza dell’Unione sara’ disciplinata attraverso apposito regolamento.  

3. Il Consiglio dell’Unione delibera, entro tre mesi dal suo insediamento, un bilancio provvisorio per l’anno 2015. Il bilancio ricomprende, oltre al fondo spese, il contributo ministeriale e regionale relativo allo stesso anno ed ogni altra eventuale acquisizione di somme.

CAPO II – Norme Finali

Art. 36 - Inefficacia delle norme regolamentari comunali incompatibili

1. Il trasferimento di funzioni comunali all’Unione determina, salvo diversa volontà espressa recata negli atti di trasferimento e fatti comunque salvi i diritti quesiti dei terzi, l’inefficacia delle disposizioni comunali in materia. Tali effetti si producono dal momento in cui divengono esecutivi gli atti regolamentari dell’Unione per ciascuna delle materie/funzioni trasferite.

 

Art. 37 – Norme finali

1. Per quanto non espressamente disciplinato dal presente statuto, si rinvia alle disposizioni vigenti in materia di Enti locali.

2. Copia dell’Atto costituivo dell’Unione e del presente Statuto, nonché copia degli atti che eventualmente ne modificano i contenuti, sono pubblicati nell’Albo dei Comuni partecipanti all’Unione e dell’Unione e inviati al Ministero dell’Interno e all’ANCI.

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