Castelvittorio

Castelvittorio 3Il Comune si trova a m. 430 s.l.m., posto sul "bricco" di un colle       coperto di ulivi, si può definire il “terrazzo” della       Val Nervia".

    Possiede case altissime asserragliate l’una contro l'altra, tipici "carugi"     e angiporti sotto le case. Come tutti i villaggi liguri medioevali, tali case     erano dei veri e propri fortilizi contro le incursioni saracene. Fu già     sotto il dominio dei Conti di Ventimiglia passando, quindi, alla Repubblica     di Genova dalla quale fu munito di roccaforti (1261). Ottimo posto di villeggiatura     ove si respira aria purissima; ricco di buone acque sorgenti (stabilimento     idroterapico con terme a soli 2 km.) ed anche di vigneti che producono il     tipico vino “Rossese”.

Circondato da secolari castagneti, Castelvttorio, offre la possibilità       di passeggiate distensive, nella quiete più assoluta e, per gli appassionati,       anche la sicurezza di trovare tanti e tanti funghi (porcini,ovuli reali,ecc.)       nonché fragole di bosco. Ampie viste panoramiche verso il mare e       verso quote di circa 2.000 metri, con possibilità di magnifiche gite       al M. Toraggio, M. Ceppo, Marta, Baiardo , per chi ama la montagna. Per       i cacciatori, la località offre varie possibilità: dal cinghiale       alla lepre, pernici, tordi, mentre il gran numero di trote dei limpidi torrenti       fa felice chi ama invece la pesca.

Ottimo l’olio di oliva, veramente medicinale. Tipici ristoranti per       gustare tante specialità confezionate alla ligure: ravioli, tagliatelle,       coniglio, ecc. ormai famosa la Sagra del "Turtun".

La storia del paese

   L’attuale Castel Vittorio, già Castel Franco, già Castel       Dho si trova in Val Nervia, in provincia di Imperia, a 420 metri di altitudine,       a ventidue chilometri dalla costa.
      E’ un borgo medievale sviluppatosi tra il 1200 e il 1700 sotto il       dominio della Repubblica di Genova. Esso, con la fortezza di Piena, in Val       Roia costituiva l’estremo baluardo occidentale della Repubblica nei       confronti dapprima degli Angioini e poi dei Savoia. L’abitato presenta       il tipico aspetto dei paesi liguri fortificati che si sviluppano lungo le       curve di livello. Ha una collocazione strategica di controllo della valle       Nervia, in particolare delle strade che la attraversano: l’una verso       nord che, passando per Triora, potente piazzaforte della Repubblica genovese,       arriva in Piemonte, ad Ormea - Ceva. La seconda, importantissima, trasversale,       parallela alla costa che ad Est, tramite Baiardo e Ceriana, lo collega a       Taggia, città che per la sua importanza strategica, religiosa ed       artistica, era definita, nel sistema genovese, la Piccola Superba (la Piccola       Genova), mentre ad Ovest, attraversando le savoiarde Pigna, Saorge (Savurgiu),       Breil ( Bregliu), Sospel, giunge a Nizza.
      Già chiamato Castel Dho, in seguito all’affrancamento da Triora,       di cui costituiva una semplice fortificazione mutò il nome in Castel       Franco, cioè castello libero. Nel 1862, con l’unità       d’Italia, il nome fu mutato in Castel Vittorio, sia in onore al re       Vittorio Emanuele II°, sia per distinguerlo dagli innumerevoli paesi       omonimi esistenti in Italia.
      Fu , con l’intiera valle, feudo dei conti di Ventimiglia, nel 1261       passò a Genova. La parrocchiale di Santo Stefano e l’alto campanile       al centro e alla sommità del borgo sono nelle forme del barocco genovese.       La chiesa nell’assetto attuale, venne eretta in sostituzione della       precedente romanica.
      Della vecchia chiesa resta un portale, in ardesia, con bassorilievi, incluso       nella parete sud della chiesa nuova.       I neri capitelli, in ardesia, della chiesa vecchia sono reimpiegati quali       sedili nelle logge pubbliche poste nell’attuale piazza XX Settembre.      
      Nella chiesa vi è un crocifisso del Maragliano ed un quadro del Gastaldi       da poco restaurato. L’alta torre campanaria che culmina in una multicolore cupola a cipolla è       staccata dalla chiesa, si trova al centro della piazza detta Astregu.
      Un’ampia scalinata, mette in comunicazione la piazza pubblica, piazza       XX Settembre, collocata nel livello mediano dell’abitato, con la parte       alta e più antica del borgo fortificato (costruita tra il 900 e il       1300) delimitata da una porta con l’architrave decorato dallo stemma       della Repubblica di Genova.
      Piazza XX Settembre assunse l’aspetto attuale tra il 1600 ed il 1700.       Essa ha la forma di un poligono irregolare, è circondata dalle logge       pubbliche e presenta una fontana-abbeveratoio è pavimentata con ciottoli       a mosaico. Alcune delle case hanno l’architrave della porta scolpito.      
      Nella piazza, sul lato nord, in discesa, inizia via Vittorio Emanuele, già       strada Burca ( strada con più diramazioni ), la più importante       del borgo, che lo attraversa completamente. Lungo la Burca erano collocate       le botteghe artigiane e commerciali. Percorrendo la via, sulla sinistra,       con accesso su di una altrettanto ampia scalinata denominata Salita comunale,       vi sono le prigioni ( i Zeppi ). Esse presentano finestre sbarrate da robuste       inferriate, l’interno mostra gli anelli cui venivano incatenati i       prigionieri.( anche la salita comunale mette in comunicazione l’espansione       edilizia seicento-settecentesca con il borgo originario ). Proseguendo per       la Burca si raggiunge la porta Santa Caterina ove è l’Oratorio       di Santa Caterina di Alessandria. All’interno della chiesa vi sono       affreschi inerenti l’ Annunciazione, sotto vi è un forno.
      Fuori dal borgo, ai confini con Pigna, nei pressi dell’antico confine       statale, del ponte di Lago Pigo, sorge, in completo abbandono, l’antica       chiesa di Santa Maria di Nogareto, dedicata all’Assunta. Essa sorge,       in un luogo fortemente legato a culti inerenti la sacralità purificatrice       delle acque, (siamo a due passi dalla sorgente di acqua cloro – solforosa       che alimenta le terme di Pigna) e fu costruita, su probabili preesistenze       pagane, nel 1300 e successivamente rifatta nel 1700.
      In regione Amponasco, lungo la strada che conduce a Triora sorge un interessante,       seicentesco, edificio detto Palazzo del Maggiore, attualmente adibito ad       albergo ristorante. Fu monastero gesuita in seguito alla cacciata dell’       ordine dalla Francia. Il palazzo ha una cappella costruita dagli stessi       sacerdoti.
      Lungo la strada per Baiardo - San Remo, una breve deviazione, porta a Vetta       (monte) punto panoramico, da cui con uno sguardo a 180 gradi, a sud, si       ammira il mare di Bordighera - San Remo e nelle giornate terse della Corsica.       A sud - ovest si erge il borgo fortificato di Perinaldo da cui ebbe origine       la dinastia di astronomi Cassini - Maraldi. A sud - est vi è il borgo       fortificato di Baiardo, che insieme a Badalucco, Castel Franco (Vittorio       ) e il capoluogo costituiva, ai tempi della Repubblica di Genova la Podesteria       di Triora.