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Serata di Premiazione "Giannino Orengo 2010"

Giannino_OrengoOn line le motivazioni dei Premi della Giuria.

Gabriella Gismondi vince il Premio Letterario di Poesia Dialettale "Giannino Orengo" - 5° Edizione

Straordinaria serata con Luisella Berrino presentatrice e Gianni Catalano che ha propost al folto pubblico presente le canzoni di Fabrizio De Andrè

 

 

Si è svolta martedì, nella fantastica cornice del Castello dei Doria con una folta presenza di pubblico, la serata di premiazione della 5° Edizione del premio letterario di Poesia Dialettale intitolato a Giannino Orengo.

Vincitrice è stata Gabriella Gismondi con la Poesia "In ginocchio" che racconta con passione e tenerezza la raccolta delle olive a terra con le mani.

Pietro Baccino, con la poesia intitolata, Si riposa la nebbia, si è classificato al secondo posto, mentre Aldo Bottini con la poesia: Il nostro Sito, la terzo.

Sono inoltre consegnati i tre della Giuria che sono andati a Mario Armando con la poesia "L'ho perduta", ad Allavena Licia con la poesia "Sapori di Primavera" e a Marco Scullino con "Marica sciurica".

Il Premio della Famiglia Orengo invece è andato alla pignasca Maria Giovanna Casanova con la poesia "Come asini sui canneti".

Il Premio per la miglio poesia Provenzale è stato assegnato a Piera Camai con la poesia: L'attimo, un brevissimo brano in 4 versi.

Le scuole hanno visto come negli anni passati l'assegnazione dei Premi ai ragazzi di Comboscuro con Tatan Garrone con la poesia: Cielo di Fuoco la terzo posto, Desirèè Fiandino con la poesia: La primavera al secondo posto, mentre al primo posto a pari merito Vincent Arneodo con la Poesia: Riposo e ad Agnes Garrone con la poesia: La Borgata sulla Roccia

Il Premio è dedicato a Giannino Orengo (1952-2005) poeta pignasco, che ha a lungo vissuto nel Paese dei Doria, e ha lasciato al teatro dialettale delle brillanti commedie e alla letteratura eccellenti poesia in dialetto di Pigna. Si è adoperato per la valorizzazione la salvaguardia e la trasmissione del dialetto ligure.

Con questa iniziativa il Comune di Dolceacqua ha voluto realizzare un evento che non solo ricordasse lo scrittore Giannino Orengo, ma soprattutto che non si dimenticasse il lavoro da lui svolto attraverso le sue opere e la sua "quotidianità" nel cercare di recuperare e trasmette le antiche culture e tradizioni, salvaguardandole con l'uso del "dialetto".

Il Premio grazie anche alla fattiva e determinante collaborazione del Centro Ricreativo Culturale e l'appoggio del Comune di Pigna, ha raggiunto oggi la sua 5° edizione e ha lo scopo di perseguire questi suoi obiettivi e vuole essere da stimolo non per scrittori già affermati ma anche e soprattutto per i giovani. I giovani che hanno avuto nella vita di Giannino Orengo un ruolo importante sia per la sua attività lavorativa ma per la forte passione e l'impegno profuso all'insegnamento della letteratura e della musica.

Uno scrittore poliedrico, vero e soprattutto umano che rende questa Amministrazione orgogliosa di aver realizzato questo "Premio Letterario di Poesia Dialettale" a suo ricordo

 

 

Motivazioni dei Premi

 

Categoria Assoluta

 

Primo classificato

la poetessa Gabriella Gismondi con la poesia intitolata: “In zenuiun”

Il poeta racconta in questo componimento il duro lavoro della raccolta delle olive.

La fatica del contadino è qui raccontata come una “giaculatoria”, breve preghiera

che si ripete sempre eguale.

La raccolta delle olive si fa in ginocchio come inginocchiati si prega e i ge”sti, per preparare il terreno prima della raccolta, con la zappa e con le mani, sono sempre gli stessi.

Una giaculatoria, appunto, ma di fatiche, che termina la sera quando stanchi, buttati sul letto,

si pensa all’olio. Quel bene prezioso, quel rivolo dorato che cola nel frantoio.

 

 

 

Secondo classificato

il poeta Pietro Baccino con la poesia “A s’arposa  rà negia”

Il tema del ritorno alle radici è trattato, in questa poesia, con un filo di tristezza addolcita dalricordo. Il poeta spiega al pettirosso, che lo guarda come si guarda curiosi un forestiero, che lui non più ma le sue radici sono del luogo, che i suoi vecchi vivevano qui sereni, che lo coglie la tristezza pensando a chi ha lasciato il paese ma lo porta nel cuore. Ma il sentimento di appartenenza passeggiando in quei luoghi, in quelle strade, riporta nel suo animo la gioia.

 

 

Terzo classificato,

il poeta Aldo Bottini con la poesia “U nostru scitu

Il sito del computer, i luoghi della memoria. Il poeta gioca sul sinonimo sito e luogo per far diventare, in questa poesia, il computer la memoria e la memoria il computer.

E si entra nel ricordo con la tastiera, e si aprono file e cartelle e si naviga...

Poi,quando si apre la finestra che permette di baciare l’amata..

Il solito problema tecnico , (nella memoria o nel computer?) , la linea viene a mancare.

 

                                            Categoria Provenzale                                                                                                

 

Alla poetessa Piera Camaglio con la poesia intitolata:“La minuta”

L’aikù è un componimento tipico giapponese dove scene rapide e intense rappresentano natura

ed emozioni.

Il poeta in questa breve lirica sembra ispirarsi a questo tipo di poesia.

I suoi quattro brevi versi definiscono “l’attimo” con precisione, ma la  brevità di questi lascia spazio a un vuoto ricco di suggestioni, quasi come una traccia che sta al lettore completare.

 

Categoria Scuole

 

Primo classificato ex-aequo per la Categoria Scuole,

la poetessa Agnes Garrone con la poesia “La ruà embarsà” La borgata sulla roccia.

Il giovane poeta sogna il borgo di montagna che sembra aggrappato alla roccia. Nel sogno, a mano a mano che scende la notte, la borgata si trasforma. E quando non si vedono più le lenzuola sventolare all’aria e l’ultima carezza della sera è passata sulle case, l’autore diventa un pellegrino che, nella notte, continua il suo viaggio. La meta è il firmamento, e le stelle che si vedono sulla vetta.

 

 

Primo classificato ex-aequo  

Il poeta  Vincen Arneodo con la poesia “Arpaus” Riposo

Non si può riposare se non si è felici.

In questa breve lirica il poeta racconta la sua anima, affaticata dalla sofferenza che cerca il

riposo come chi, al termine di una giornata di lavoro, cerca la stella vespertina che indica la fine del giorno. E quando la sua luce appare, è gioia e sorriso sia per l’uomo che per l’anima.

 

 

Secondo classificato nella Categoria Scuole,

la poetessa Desirèe Fiandino con la poesia “ La Primo” La Primavera

Questa poesia è un piccolo inno alla bella stagione. Il giovane poeta ci descrive il primo momento in cui i sensi dei bambini percepiscono i colori,  i suoni, e i movimenti del risveglio della natura che invitano a correre e a giocare. La poesia termina in un’esclamazione quasi da tifo sportivo:

“Viva la primavera e la bella stagione”

 

Terzo classificato

il poeta Tatan Garrone con la poesia “Sièl de fuèc” Cielo di Fuoco

Guardare il cielo la mattina al risveglio e vedere, capire che è una giornata speciale.

La poesia ci disegna questo firmamento e questo sole: rosso intenso, quasi fuoco, con le nuvole spinte dal maestrale. Si preannuncia una giornata fredda ma piena di luce.

Così l’autunno, che scorre veloce come le nuvole, ci mostra gli stessi colori. 

 

 

Premio Famiglia Orengo

 

Alla poetessa Maria Giovanna Casanova con la poesia “Cume i ansi in ti canei”

L’autrice descrive il ritorno precipitoso a casa, una sera di primavera, mentre comincia a piovigginare. La scelta è tra non lasciarsi bagnare dalla pioggia e non cadere sulla strada bagnata e scivolosa. Nonostante le attenzioni, alla fine, se si portano i tacchi per passeggiare nelle stradine di campagna, la caduta è inevitabile.

Succede a chi va “come gli asini nei canneti”. In altre parole: come chi non imparerà mai.

 

 

Menzioni Speciali della Giuria

 

Al  poeta Marco Scullino con la poesia “Marica Sciurica”

Marica Sciurica, il personaggio di questa poesia, ha nel suo cognome-soprannome la definizione di ciò che è. Sciuricare, se così si può dire, significa buttare via. Non ha importanza se ciò che si butta è nuovo o vecchio, bello o brutto, buono o cattivo. Lei vive così, senza problemi o pensieri, buttandosi alle spalle ciò che  ha e, figuriamoci, se non ha già buttato quello che non ha.

 

 

Al  poeta Sergio Carsughi con la poesia “Gustu de prima”

Forse il sapore della primavera, con l’odore dell’erba fresca e il sole che riaccende i colori potrebbe distogliere l’animo del poeta dal grigiore che lo circonda. Ma bisognerebbe che il suo cuore accettasse “il qui e ora”, senza cercare lontano ciò che abbiamo dentro.

La propria stagione, grigia o luminosa, ognuno la porta con sé; e nessuno può dirgli di no.

 

 

Al poeta Mario Armando con la poesia “L’on perdua”

Il poeta ormai l’ ha perduta, ma la rivive in questa poesia come la donna amata che “non lo vuole più”. Una lunga convivenza: giorno e notte, sul lavoro, la sera al ritorno a casa, i momenti indimenticabili. Poi un bel giorno questa innamorata scompare e non c’è modo di capirne il perché.

Non aveva fatto nulla per meritarsela, ma non c’era motivo perché andasse via.

E allora con un po’ di auto-ironia ci rivela chi era quella innamorata: era la giovinezza.

 
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