Comune di Dolceacqua
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Il rapporto di collaborazione tra il Comune di Dolceacqua e Legambiente è legato da anni attraverso una lunga serie di iniziative sia a carattere Nazionale che Regionale, che trovano nel nostro comune la sede naturale ed ideele per il loro svolgimento.

Da alcuni anni, nel nostro Comune si svolgono i CAMPI di VOLONTARIATO che vedono la presenza di giovani ragazzi italiani e stranieri; in partioclare quello che si è realizzato nel 2011 erano presenti ragazzi provenienti non solo dall'europa ma anche dall'America e Giappone.

I ragazzi ospitati gratuitamente dal Comune, svolgono attività ambientali e di tutela paesaggistica, in particolare nel Comune di Dolceacqua hanno realizzato alcuni progetti tra i quali la creazione di un Orto e la pulizia e sistemazione di alcuni sentieri.

 

Informazioni generali sui campi

Un campo è una breve esperienza nella quale si offre ai partecipanti la possibilità di realizzare concretamente un progetto di ripristino, tutela, valorizzazione dell’ambiente. E’ anche l’occasione per conoscere luoghi da tutelare, risorse del territorio e persone che hanno condiviso la stessa scelta di volontariato. Un modo pratico per mettersi in gioco e dare il proprio contributo alla salvaguardia del nostro territorio, ma anche un modo per imparare “sul campo” cosa significhi vivere in modo più sostenibile. La maggior parte dei campi dura 10-15 giorni. Vi possono partecipare da 2 a 30 volontari, secondo il progetto e le finalità, ma lo standard è di 8-15 persone.

E’ possibile che un gruppo di 6-15 persone (posti permettendo) prenda un intero campo, richiedendolo entro il 30 aprile.
I campi possono essere: •    Nazionali (solo con volontari italiani) •    Internazionali all’estero (partecipanti provenienti da tutto il mondo, 2 per associazione, che comunicano tra loro in inglese) •    Internazionali in Italia (2 volontari per paese).

I campi si suddividono per età dei partecipanti: •    I campi per adulti richiedono almeno 18 anni compiuti o da compiere durante il soggiorno. L’età media dei campi   nazionali è 25-30 anni (ma ci sono volontari anche di 70 anni), quella dei campi internazionali è 20-25 anni. •    I campi under 18 sono rivolti in Italia a ragazzi dai 15 ai 17 anni e, all’estero, dai 16 ai 17. •    I campi per famiglie sono rivolti ai bambini tra i 4 e i 10 anni e i loro genitori. Mentre nei campi di swimtrekking per famiglie i bambini devono avere un'età compresa tra gli 8 e 13 anni.

Ci sono campi tutto l’anno, ma la maggior parte si svolge in estate. Si lavora 5-6 ore al giorno per 5-6 giorni a settimana, ma ogni campo è strutturato secondo le esigenze del progetto e le necessità climatiche locali. I volontari devono essere molto flessibili e pronti ad adattarsi alla situazione che trovano.

Gli alloggi sono sempre piuttosto semplici (scuole, foresterie, tende, ostelli). Brande e/o materassi sono forniti dall’organizzazione, mentre il volontario porta sacco a pelo, federa e asciugamani. Non esistono mai camere singole o matrimoniali! All’inizio del campo si stabiliscono dei turni di corvèe per la cucina e le pulizie.

L’ultimo giorno del campo di solito si compilano le schede di valutazione, utili se inviate anche all’ufficio nazionale. Preziose anche le fotografie a 300dpi con immagini di volontari e luoghi di campo.

La formazione dei partecipanti non è richiesta oppure avviene nei primi giorni di campo. In alcuni campi all’estero, invece, può essere necessaria e in questo caso viene indicato nella descrizione del campo.

I volontari con esperienza nei campi di Legambiente possono diventare responsabili di campo partecipando a uno dei seminari che vengono organizzati ogni primavera. Il responsabile, nominato dal circolo o dall’associazione ospitante, volontario esperto e appositamente formato, coordina tutta l'organizzazione del campo.

Il volontario rappresenta anche l’associazione: è bene conoscerla, quindi, ed essere sicuri di essere in armonia con le sue scelte generali. Per questo ci sono un migliaio di gruppi locali in tutta Italia: conoscerli prima di partire può aiutare a valorizzare a pieno l’esperienza del campo. Inoltre, al rientro, sarebbe bello cavalcare l’entusiasmo e convogliarlo verso le iniziative del proprio circolo di zona.