Comune di Dolceacqua
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UNI ISO 14001

isoLa sigla ISO 14001 identifica uno standard di gestione ambientale (SGA) che fissa i requisiti di un «sistema di gestione ambientale» di una qualsiasi organizzazione e fa parte della serie ISO 14000 sviluppate dall'"ISO/TC 207". Lo standard può essere utilizzato per la certificazione, per una auto-dichiarazione oppure semplicemente come linea guida per stabilire, attuare e migliorare un sistema di gestione ambientale. La norma ISO 14001, giunta alla sua seconda edizione del 2004, si ispira esplicitamente al modello PDCA (Plan-Do-Check-Act), detto anche Ciclo di Deming dal nome del suo ideatore William Edwards Deming. Una estesa linea guida è contenuta nella ISO 14004, che riporta i principi, sistemi e tecniche di supporto per i SGA. Una più sintetica "guida all'uso" è contenuta nella stessa ISO 14001:2004. Nel febbraio del 2012 sono partiti i lavori della nuova revisione della norma, che dovrebbe essere pubblicata nel 2015.

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EEA® - european energy award®

eea rdax 330x161Il metodo eea®, oggi applicato in tutta Europa da più di 750 città, è arrivato in Italia nel 2004 grazie all’Agenzia Regionale per l’Energia (ARE Liguria).

Si tratta di un percorso di pianificazione energetica in cui vengono coinvolti cittadini e altri attori locali.

E’ un metodo che permette di identificare punti di forza, punti di debolezza e il potenziale di miglioramento ma soprattutto di individuare misure per l’efficienza energetica e lo sviluppo delle rinnovabili. Essendo un metodo di valutazione standardizzato, eea® permette la comparazione e lo scambio di esperienze tra tutti i comuni aderenti.

eea® ha due peculiarità:

- un sistema di qualità per i servizi comunali che coinvolgono aspetti energetici e di investimenti in fonti rinnovabili;

-  è una certificazione, compatibile con ISO 14001 ed EMAS, che prevede un riconoscimento all’ottenimento di obiettivi energetici ed un monitoraggio continuo dei risultati ottenuti.

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PATTO DEI SINDACI

Patto dei Sindaci Logo ITADopo l’adozione del Pacchetto europeo su clima ed energia nel 2008, la Commissione europea ha lanciato il Patto dei Sindaci per avallare e sostenere gli sforzi compiuti dagli enti locali nell’attuazione delle politiche nel campo dell’energia sostenibile. I governi locali, infatti, svolgono un ruolo decisivo nella mitigazione degli effetti conseguenti al cambiamento climatico, soprattutto se si considera che l’80% dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 è associato alle attività urbane.

Per le sue singolari caratteristiche - essendo l’unico movimento di questo genere a mobilizzare gli attori locali e regionali ai fini del perseguimento degli obiettivi europei - il Patto dei Sindaci è considerato dalle istituzioni europee come un eccezionale modello di governance multilivello.

Al fine di tradurre il loro impegno politico in misure e progetti concreti, i firmatari del Patto si impegnano a preparare un Inventario di Base delle EmissioniInventario di Base delle EmissioniUn Inventario di Base delle Emissioni è la quantificazione di CO2 rilasciata per effetto del consumo energetico nel territorio di un firmatario del Patto durante l’anno di riferimento. Identifica le principali fonti di emissioni di CO2 e i rispettivi potenziali di riduzione. e a presentare, entro l’anno successivo alla firma, un Piano d’azione per l’energia sostenibilePiano d’azione per l’energia sostenibileUn Piano d’azione per l’energia sostenibile (PAES) è un documento chiave in cui i firmatari del patto delineano in che modo intendono raggiungere l’obiettivo minimo di riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2020. Definisce le attività e gli obiettivi, valuta i tempi e le responsabilità assegnate. I firmatari del Patto sono liberi di scegliere il formato del proprio PAES, a condizione che questo sia in linea con i principi enunciati nelle Linee Guida del PAES. in cui sono delineate le azioni principali che essi intendono avviare.

Al di là del risparmio energetico, i risultati delle azioni dei firmatari sono molteplici: la creazione di posti di lavoro stabili e qualificati non subordinati alla delocalizzazione; un ambiente e una qualità della vita più sani; un’accresciuta competitività economica e una maggiore indipendenza energetica. Queste azioni vogliono essere esemplari per gli altri, in modo particolare con riferimento agli "Esempi di eccellenzaEsempi di eccellenzaGli Esempi di eccellenza sono esempi rilevanti di iniziative che costituiscono un vanto per i firmatari del Patto, i Coordinatori e i Sostenitori, e che sono da essi sostenute quali azioni vantaggiose replicabili da altri enti locali, province, regioni o reti.", una banca dati di buone prassi creata dai firmatari del Patto. Il Catalogo dei Piani d’azione per l’energia sostenibile è un’altra eccezionale fonte d’ispirazione, in quanto mostra a colpo d’occhio gli ambiziosi obiettivi fissati dagli altri firmatari e le misure chiave che questi hanno identificato per il loro raggiungimento.

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BANDIERA ARANCIONE

BandieraTouringLa Bandiera arancione è un marchio di qualità turistico-ambientale conferito dal Touring Club Italiano ai piccoli comuni dell'entroterra italiano (massimo 15.000 abitanti) che si distinguono per un'offerta di eccellenza, un'accoglienza di qualità anche ambientale.

L'idea è nata, nel 1998 a Sassello (in Liguria), dietro un'esigenza dell'ente regionale di promuovere e valorizzare l'entroterra. Il TCI, quindi, sviluppò un modello di analisi (detto Modello di Analisi Territoriale o MAT) per individuare le prime località meritevoli. In seguito il marchio è stato promosso su scala nazionale, individuando piccole località d'eccellenza in ogni regione.

Il gruppo comprende attualmente 192  borghi.

Il progetto è l'unico italiano inserito dall'Organizzazione Mondiale del Turismo (World Tourism Organization) fra i programmi realizzati con successo per uno sviluppo sostenibile del turismo in tutto il mondo.

Si ricorda che a Dolcecqua ha sede l'Associazione Nazionale dei Paesi Bandiera Arancione.

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